FestivalStoria

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I COSMISTI RUSSI: resuscitare i morti e umanizzare il cosmo.

14-18 ottobre 2014 arriva a San Marino FestivalStoria (IX Ediz.): "Auri sacra fames. Il denaro, moto In questa lunga stagione di crisi finanziaria, che sembra non voler cessare, il denaro è tornato ad emergere nella sua “potenza”, come strumento di oppressione, mezzo che crea o accentua disuguaglianza tra persone, classi sociali, popoli, ma anche come speranza di salvezza, mezzo di sopravvivenza, chiave di riscatto sociale e individuale.

l’intransigente. in memoria di franco cordero 09/05/2020

l’intransigente. in memoria di franco cordero

Franco Cordero era Presidente onorario del nostro Festival. Speriamo di ripartire con la nostra manifestazione al più presto, anche per onorare una personalità come quella di questo giurista, storico, letterato di eccezionale cultura e forza morale.
Nella immagine Cordero mentre fa il discorso di ringraziamento per aver ricevuto, nel 2007, il Premio del Festival.
Ricopiamo qui sotto la motivazione del Premio.
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Non storico di formazione, ma giurista, Franco Cordero, nella sua lunga carriera scientifica e intellettuale, ha recato un indubbio contributo alla conoscenza storica, con alcuni lavori dal taglio originale – da Criminalia (1985), dedicato alla nascita dei sistemi penali, alla monumentale biografia di Girolamo Savonarola (1986-88) –, ma altresì con il suo lavoro di lettura e interpretazione del tempo presente. Di esso ha saputo cogliere, con finezza di analisi e lungimiranza di giudizio, alcune tendenze, con una specifica attenzione ai fenomeni degenerativi della vita pubblica e alla manomissione di taluni elementi portanti della complessa architettura dei sistemi costituzionali; ma va sottolineata altresì la sua capacità di ricostruire, attraverso l’individuazione di una serie di indizi, dietro l’abnorme quotidiano, movimenti di lungo periodo, che rivelano vere e proprie patologie del potere.
Giurista, dunque, Franco Cordero, che, differenziandosi dall’insieme della sua categoria, ha coniugato un insigne magistero giuridico – basti al riguardo fare menzione del trattato Procedura penale (1966, variamente riedito), libro di straordinaria maestria – con una erudizione smisurata, la quale, accanto all’attenzione alla filologia, lo ha ulteriormente avvicinato ai territori propri del lavoro storiografico.
Infine, di Franco Cordero piace ricordare e porre in evidenza la capacità affabulatoria, che rende ciascuno dei suoi scritti – dai testi giuridici a quelli narrativi, da quelli filosofici a quelli teologici, fino a quelli più propriamente storiografici – un unicum con il quale il lettore deve confrontarsi, in un serrato incontro dialettico, quasi costretto ad esaltare le proprie capacità critiche.
Anche per questa ragione, che rinvia a uno degli scopi propri del mestiere di storico, ma più in generale del ruolo di intellettuale – ossia la capacità di porre domande conoscitive, e, insieme, di eccitare il dubbio critico –, Franco Cordero, uomo di studio, ma anche di battaglia, merita, insieme con il nostro Premio, la nostra gratitudine.

l’intransigente. in memoria di franco cordero Si inseguono i morti, non si riesce a piangerne uno che sopraggiunge la notizia del successivo. È la volta ora di Franco Cordero, scomparso ieri 8 maggio 2020. Era nato nel 1928 (a Cuneo), dunque s…

STORICA E MILITANTE, CON DOLCEZZA 08/12/2019

STORICA E MILITANTE, CON DOLCEZZA

In memoria di un'ospite del Festival: correva l'anno 2009. Addio ad Anna Bravo

STORICA E MILITANTE, CON DOLCEZZA Giunge oggi (8 dicembre 2019) la notizia della improvvisa scomparsa di Anna Bravo. E me ne dolgo molto. Nata nel 1938 a Torino, Anna Bravo è stata una storica di grande originalità, una studiosa ch…

10/04/2019

Se n'è andato anche lui, Giulio Stocchi, poeta, militante, amico carissimo: uomo buono e uomo dolce. Era nato nel 1944, e aveva una formazione di filosofo e di attore, per poi giungere alla poesia, quella scritta e quella raccontata, o meglio recitata in pubblico: Giulio era una figura davvero originale di poeta cantastorie, sempre dalla parte degli ultimi, degli umiliati e offesi. Un autentico "artista impegnato", che salvaguardò sempre la purezza della poesia, non lasciandosi sommergere dalla furia della militanza, senza rinunciare a un grammo del suo spirito di combattimento.
Era stato nostro ospite in alcune edizioni del Festival e lo ricordiamo con tutto il nostro affetto.
(Nella foto, dell'Edizione del 2007, Giulio Stocchi mentre partecipa alla "Tenzone poetica" contro la guerra, con il suo collega di poesia, Giorgio Luzzi)

17/08/2018

Un altro lutto ci colpisce, con la scomparsa avvenuta ieri a Firenze di Danilo Zolo (1936-2018) vincitore del Premio FestivalStoria, nell'anno 2009. Il modo migliore per ricordarlo, ci pare sia quello di riproporre qui la motivazione del Premio. Con lui se ne va una delle figure più serie, e appartate, del mondo intellettuale italiano. Avrebbe meritato ben altri riconoscimenti. Ma Zolo è stato studioso "troppo" rigoroso e coerente per piacere al mainstream. Un solo dei suoi numerosi titoli vorremmo ricordare qui, per il suo valore scientifico, e la sua forza intellettuale e morale: "Chi dice umanità "(Einaudi, 2000): la più efficace critica della scellerata guerra della Nato (Italia compresa) alla Repubblica Federale di Jugoslavia del 1999.
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Premio FestivalStoria
IV Edizione
2008-2009

Motivazione del Premio

Danilo Zolo ha insegnato a lungo nell’Università di Firenze ed è stato invitato in prestigiosi atenei fuori d’Italia, tra cui Harvard, Cambridge e Princeton. Giurista e filosofo, egli si è imposto come uno dei più attenti analisti del sistema internazionale, ma anche dei processi di trasformazione della democrazia: si vedano tra gli altri i volumi "La democrazia difficile" (1989) e "Il principato democratico. Per una teoria realistica della democrazia" (1992).
Nel suo lavoro, Zolo ha saputo cogliere i nessi robusti sussistenti non soltanto tra l’ambito della politica internazionale e quello della politica interna agli Stati, ma, più precisamente, tra l’involuzione dei sistemi liberali e il fatale andare del mondo verso una realtà di guerra permanente. In particolare, giusta la sua formazione filosofico-giuridica, egli si è dedicato a smascherare il duro fondamento della forza sotteso alle operazioni belliche che nel discorso pubblico sono state derubricate a operazioni di polizia, ad azioni di peace keeping o, persino, a interventi umanitari. Sulla scia di Carl Schmitt, esponente di un realismo politico di grande efficacia, un pensatore reazionario il quale, più di tanto pensiero democratico, ci fa capire l’essenza della politica estera, e la nuda realtà della guerra, Zolo ha smascherato in particolare due elementi del panorama concettuale e culturale corrente: il principio della legittimità della giustizia dei vincitori e quello della spiegazione degli interventi militari in chiave umanitaristica. Ne sono prova i volumi "I signori della pace. Una critica del globalismo giuridico" (1998); "Chi dice umanità. Guerra, diritto e ordine globale" (2000); "La giustizia dei vincitori" (2006).
Nel suo lavoro, eccellente miscela di raffinata teoria e vibrante passione, Danilo Zolo, in particolare nell’analisi delle cosiddette “nuove guerre”, si è palesato come uno dei più acuti e originali studiosi, e, occorre dire, “disvelatori” della logica della guerra che non riesce a concludersi, dei dopoguerra che non sono pace, e di una situazione di conflittualità permanente che sembra essere l’altro volto della globalizzazione.
Per queste ragioni, la Direzione di FestivalStoria, in accordo con la Presidenza dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea in Provincia di Cuneo (ora intitolato a Dante Livio Bianco), ha prescelto il professor Danilo Zolo come meritevole del Premio FestivalStoria, nella sua IV Edizione, riferita alle tematiche espresse nel titolo "La guerra è finita. Davvero?" (FestivalStoria 2008). Negli intendimenti del Festival, che non si è mai limitato a proporre temi, ma ha cercato altresì di dare messaggi, il Premio al prof. Zolo è il riconoscimento non soltanto delle qualità dello studioso, ma dell’impegno morale e civile dell’intellettuale.

Scienza e militanza. Un ricordo di Domenico Losurdo 28/06/2018

Scienza e militanza. Un ricordo di Domenico Losurdo

Domenico Losurdo fu ospite in tre edizioni di FestivalStoria: nel 2007, nel 2010 e nel 2014. L'immagine (Losurdo, con Gian Mario Bravo e Silvio Pons, in un appassionato e appassionante dibattito sulla figura di Stalin) rimanda all'edizione del 2010 (foto di Eloisa d'Orsi). Fu sempre un relatore brillante, preparato, capace di dosare sempre la dottrina con una forte capacità di comunicazione. Un pensiero affettuoso alla sua famiglia da tutto lo staff del Festival, sperando che la nostra manifestazione possa presto riprendere le sue attività, ostacolate da troppi elementi. Certo, non sarà facile trovare relatori del callibro del prof. Losurdo.

Scienza e militanza. Un ricordo di Domenico Losurdo di Angelo d’Orsi Il destino è sovente beffardo, oltre che crudele. Quando mi giunge la notizia, peraltro attesa, della scomparsa di Domenico Losurdo (nato nel 1941, a Sannicandro, in Puglia), mi è venuto alla mente Antonio Labriola,

Photos from FestivalStoria's post 04/03/2018

Mimmo Càndito è stato ospite in tre Edizioni del FestivalStoria (2006, 2007, 2008). Ecco alcune fotografie che lo ritraggono in occasione della III (ottobre 2007, "Di che razza sei? Un mito pericoloso") e della IV (ottobre 2008, "La guerra è finita? Davvero?"). Ph. Eloisa d'Orsi

Un “inviato davvero speciale” 04/03/2018

Un “inviato davvero speciale”

FestivalStoria ricorda Mimmo Càndito, giornalista, studioso, ospite della nostra manifestazione, mancato il 3 marzo 2018. Lo ricordiamo con un breve articolo di Angelo d'Orsi, tratto dal suo blog personale.

Un “inviato davvero speciale” Il cancro, la malattia innominabile che fa pagare una taglia a tanti di noi, in ogni famiglia, in ogni gruppo di amici, in ogni ufficio e officina, si è portato via anche lui, Mimmo Càndito, uno de…

Photos from FestivalStoria's post 12/02/2018

Un gravissimo lutto ha colpito la comunità di FestivalStoria: è mancato nella notte del 12 febbraio 2018, il professor Giuseppe Galasso, che aveva accompagnato fin dal progetto iniziale la manifestazione, con competenza e con sagacia. Ci mancherè non soltanto la sua illuminante intelligenza, la sua sterminata cultura, la sua preparazione storiografica, ma anche la sua bonomia tutta partenopea, la sua signorilità, la sua affabilità. Tutti noi di FestivalStoria lo abbiamo sperimentato, e il professor Galasso era per tutti una figura "protettiva". Ricordiamo i suoi suggerimenti, i suoi consigli quando ricevette la bozza del Programa della X Edizione ("Vento dell'Est. L'Oriente visto dall'Occidente"), che avrebbe dovuto svolgersi a San Marino ma poi, a seguito di un improvviso e non spiegato voltafaccia delle autorità accademiche di quella Università, si svolse a Torino in forma autogestita. E fu un successo. Nel corso della VIII Edizione (Torino-Napoli, dicembre 2012), egli tenne la bellissima lectio inagurale ("Napoli fra Mediterraneo ed Europa"), e ricevette, in chiusura della manifestazione, il nostro Premio. A questo momento si riferiscono le immagini (ph. Eloisa d'Orsi)

19/12/2017

Ieri, 18 dicembre 2017, abbiamo dato l'estremo saluto a un vecchio amico di FestivalStoria, Angelo Chiattella, suo sostenitore anche finanziario nell'ultima Edizione, che è stata resa possibile proprio dal contributo volontario di tanti amici e amiche. Studioso di scienza e tecnologia, osservatore intelligente del dibattito politico nazionale e internazionale, Angelo è stato anche un caro amico personale di molti di noi, a cominciare dal Direttore del Festival, il quale lo piange oggi come si può piangere un fratello.

Turchia, l'avvocato di Del Grande: "Ci hanno impedito di vederlo" 19/04/2017

Turchia, l'avvocato di Del Grande: "Ci hanno impedito di vederlo"

La Direzione e lo Staff tutto di FestivalStoria rilancia, dopo queste ultime preoccupanti notizie, la mobilitazione per Del Grande. Chiediamo che il governo italiano si attivi immediatamente e faccia sentire il suo peso politico sulle autorità di un Paese ormai avviato sulla strada della dittatura. Siamo consapevoli naturalmente che in Turchia sono attualmente detenuti in modo del tutto illegale centinaia di giornalisti, operatori culturali, professori, avvocati, magistrati, militari. La nostra mobilitazione vuol essere estesa alla salvaguardia dei diritti di tutte le persone imprigionate, per ragioni politiche, dal regime di Erdogan.

Turchia, l'avvocato di Del Grande: "Ci hanno impedito di vederlo" La delegazione formata dal viceconsole di Ankara e dal legale turco di fiducia ancora non ha potuto incontrare il reporter toscano. Manconi: "Situazione

Foto FestivalStoria 2012 18/04/2017

Turchia. Del Grande chiama la compagna: "Comincio lo sciopero della fame, invito tutti a mobilitarsi" 18/04/2017

Turchia. Del Grande chiama la compagna: "Comincio lo sciopero della fame, invito tutti a mobilitarsi"

Invitiamo tutti gli amici e le amiche del Festival a unirsi a noi per chiedere il ritorno di Gabriele Del Grande in Italia, sano e salvo.

Turchia. Del Grande chiama la compagna: "Comincio lo sciopero della fame, invito tutti a mobilitarsi" Il blogger e regista toscano chiede che vengano rispettati i suoi diritti: "Mi hanno tolto cellulare e altre cose, ma non mi hanno ancora contestato

Timeline photos 14/04/2017

In Turchia è stato fermato un paio di giorni fa Gabriele Del Grande, già ospite di FestivalStoria, nella VIII Edizione (Torino-Napoli 2012). Lo staff del Festival esprime la più viva solidarietà a Gabriele, un giornalista e documentarista che da anni sta dando un contributo prezioso alla tutela dei migranti. Qui una immagine dal set di "Io sto con la sposa", un bellissimo film documentario da lui diretto nel 2014. Chiediamo l'immediato rilascio di Gabriele.

Timeline photos 02/01/2017

Gian Paolo Calchi Novati aveva compiuto da poco 81 anni: è scomparso oggi, 2 gennaio 2017, a Roma, dove risiedeva. E' stato uno degli amici più fedeli di FestivalStoria, membro del Comitato scientifico fin dalla fondazione, partecipe di ogni edizione, pronto a distribuire, con semplicità ed efficacia, la sua enorme competenza sulla politica internazionale, i cui meccanismi, la cui storia e storiografia, conosceva come pochi altri. Docente di Storia e istituzioni dei Paesi afroasiatici nell'Università di Pavia, dove diresse il Dipartimento di Studi politici e sociali. Fondò l'Ipalmo (Istituto per le relazioni tra l'Italia e i Paesi dell'Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente), e diresse per un ventennio la rivista "Politica Internazionale", e ha collaborato con alcuni dei più prestigiosi istituti di ricerca nell'ambito. Specialista dell'Africa, in realtà Calchi Novati è stato uno studioso a tutto campo, per quanto concerne le relazioni internazionali, che egli trattava da storico ma attento all'attualità, impegnato sempre dalla parte giusta: il sostegno alla decolonizzazione, la denuncia dell'imperialismo vecchio e nuovo, la dura critica a Israele, e così via. Al di là della sua produzione scientifica, e dei suoi innumerevoli articoli di analisi politica, va segnalato il suo rigore di docente: la chiarezza espositiva, merce rarissima, si abbinava alla profondità della conoscenza della materia, e alla pertinenza dei giudizi.
A noi di FestivalStoria, Gian Paolo Calchi Novati mancherà moltissimo. Aveva subito aderito all'appello per la realizzazione della X Edizione, partecipando a due incontri, nei giorni 5 e 6 ottobre 2016, a Torino, ancora una volta impressionando l'uditorio per la lucidità della esposizione. Un vero didatta, che sapeva trasporre in una lezione, in un articolo, in modo semplice e diretto, chiaro ed efficace, anche ai non specialisti, anche ai non studiosi di professione, i risultati di decenni di studio, ricerca, riflessione. Sotto questo aspetto al Festival pochi tra le centinaia di partecipanti possono essergli messi a pari.
Addio, Caro Amico.
(Nella immagine, Giampaolo Calchi Novati il 6 ottobre 2016, a FestivalStoria, X Edizione)

Timeline photos 18/10/2016

Ecco il Comunicato Stampa finale della X Edizione del nostro Festival. Un grazie di cuore a tutti i nostri sostenitori morali, ai nostri sottoscrittori, ai nostri ospiti (relatori, musicisti, performer...), ai ragazzi e ragazze della Cavallerizza "Irreale", al MAO, e al nostro pubblico.

07/10/2016

Attenzione! Oggi dalle 15 alle 18 il festival si sposta al MAO, via San Domenico 11. Dalle 18 si ritorna alla Cavallerizza! Attenzione!!!

07/10/2016

ATTENZIONE! Gli eventi del pomeriggio fino alle 18,00 sono spostati al MAO, via S. Domenico 11. Dalle 18,00 si rientra in Cavallerizza!

Timeline photos 07/10/2016

Parlano di noi. Torino7, nella "Stampa" di oggi 7 ottobre.

Photos from FestivalStoria's post 06/10/2016

Alessio Lega, con Guido Baldoni, chiude la seconda giornata del Festival, con un recital coinvolgente (in corso, ora!). Grazie a tutti gli artisti che, come gesto di solidarietà alla manifestazione, hanno accettato di intervenire rinunciando al cachet.

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