Accademia Artisti

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Salve a tutti, sono Chiara, laureanda in Logopedia presso l'Università degli Studi dell'Aquila. Ho pensato per la mia tesi di avvicinarmi al bellissimo mondo della vocalità artistica, dato che ne sono molto appassionata. La mia idea è stata quella di realizzare un questionario in forma anonima da somministrare a voi cantanti. Spero che possiate aiutarmi a realizzare il mio piccolo progetto compilando il breve questionario che trovate qui allegato.
Vi ringrazio in anticipo per la vostra preziosa disponibilità.
Ciao!
VIDEO MUSICALE INTERAMENTE GIRATO NELL'ISOLA DI ... ?
Immergetevi nelle incantevoli riprese aeree e decidete se è li che volete atterrare per le vostre prossime vacanze estive!
https://www.youtube.com/watch?v=zJvERGzI_ZY
Fatemi sapere cosa ne pensate, provate ad indovinare la località e se vi piace non dimenticate di lasciare un like ed un commento e di condividerlo con tutti i vostri amici! Ciao!
Leonorah - Solo Quiero (Official Video)
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Dal mio secondo romanzo thriller/siciliano/fantastico edito:
Il labirinto della volpe albina.
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Capitolo VIII

12 giugno 1966

- San Guido - San Onofrio -
- Alba: 04, 35 - Tramonto: 19, 45 -
- Meglio soli che male accompagnati -
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Papà uscì alle sette di mattina quella domenica, per andare a procacciarsi, certamente di sgamo, qualche attrezzo, mobiletto antico o suppellettile di valore, nonché tutto ciò che potesse tramutarsi in lire contanti a scapito di famiglie oneste in giro per il paese o nel contado, lì dove sapesse che i proprietari delle case fossero temporaneamente assenti.
Mi alzai subito dal letto, montando sul tetto della macchina il portabagagli, prendendo la sega, la corda e l'olio per lubrificare la lama della stessa, appunto. Misi in moto la macchina, dopo qualche tentativo andato a vuoto. Faceva piuttosto rumore il motore, causa la marmitta montata a due canne cromate Abarth Record Monza. Dopo un minuto di riscaldamento, partii, indirizzandomi verso la casa di Franco per prelevarlo. Infatti, presso il campetto di calcio ove abitava, lo vidi seduto sulla soglia di casa sua che mi aspettava. Salito a bordo, ripresi la strada per la discesa a tornanti che ci avrebbe portato poi verso la cartiera, non prima però di aver fatto 500 lire di benzina al distributore alle porte del paese (oltre quattro litri e mezzo). Lungo la discesa, la macchina, causa quella maledetta marmitta, faceva tanto rumore, per cui decisi di spegnerne il motore e avanzare di inerzia lungo la discesa. Ci fosse stato Vicenzu u vasciu i cugnu nel piazzale dell'Ananas, ci avrebbe certamente sentiti, a un chilometro di distanza:
"Bravu testa i lignu, ogni tantu l'ombra di ciriveddu nga teni ammucciata nta sù craniu, ti funziona. Allura nun si tuttu scemu comu pari? Ahahahah"
(Bravo testa di legno, ogni tanto l'ombra di cervello che tieni nascosta in quel tuo cranio, ti funziona. Allora non sei tutto scemo come appari? Ahahahah)
Mi disse ridendo Franco sfottendomi.
"E menu mali nga ci si tu a truvari i pinzati giniali, pirchì teni n'ciriveddu avanzatu spittaculusu nto craniu to. Chi manci o jornu pi teneri tanta 'ntiliggenza, favi che papuzzi o testi i lappiri pò fosfuru? Ahahahah"
(E meno male che ci stai tu a tenere le pensate geniali, perché possiedi un cervello avanzato spettacoloso nel cranio tuo. Cosa mangi il giorno per avere tanta intelligenza, fave con i parassiti o teste di lappere - pesci da zuppa - per il loro fosforo? Ahahahah) Gli risposi a tono.
Tra una risata e l'altra, passammo indenni l'abbiviratura, i carabinieri come sperato non erano sul posto. Così rimessa in moto la macchina a strappo in discesa (non volevo scaricare la già precaria batteria di avviamento), arrivammo nei pressi della cartiera e da qui attraverso la stradina sterrata a sinistra, nella proprietà di Cuncettu mussu strittu, chiusa e disabitata a quell'ora mattutina. Per lo più ormai, i padroni andavano nella proprietà tutte le domeniche, o i giorni di festa.
Franco mi condusse subito a un angolo perimetrale della proprietà, dove stavano accatastati una decina di tronchi d'albero di varia lunghezza e sezione.
Qui scegliemmo e tirammo fuori dal mucchio quelli che erano più consoni al mio progetto (dritti, integri e di diametro di circa 17/20 centimetri), poggiandoli poi su di un altro tronco a terra per sollevarli dal suolo e facilitarne il taglio. Ci alternammo poi con Franco alla piccola sega da carpentiere, oliandola spesso perché la lama si surriscaldava. Ottenemmo così quattro pezzi di buon legno stagionato nelle lunghezze desiderate, da inserire tra i tre rami principali del mio salice (tre tronchi alla base, mentre il quarto pezzo più lungo - per riparare poi anche il piccolo ballatoio anteriore - mi serviva per il colmo centrale del tetto). Prendendoli entrambi dalle due estremità, ce li caricammo in spalla uno per volta, per depositarli dopo sul portabagagli dell'anziana Fiat 600. Mentre con Franco eravamo intenti a legare per bene i quattro tronchi, mi sembrò di udire un guaito o, comunque sia, un lamento di animale:
"Hai sentito Franco pure tu?" - Chiesi.
"Sì, Ciccio, ho sentito come n’mummuriu - un mormorio -, un lamento di dolore quasi soffocato, che sarà stato?" - Mi chiese a sua volta Franco.
"Non so forse un cane? Forse un lupo? Credo che provenisse dalla campagna oltre e dietro la casa di Cuncettu" - Dissi, per poi ancora aggiungere:
"Andiamo a vedere Franco, magari un cane è ferito o assetato e ha bisogno del nostro aiuto".
"No, andiamo via invece, prima che arrivi qualcuno della famiglia i Cuncettu"
- Mi rispose Franco.
"No, vado a vedere, non sia mai detto che faccia del male a un animale o non lo aiuti Franco. Cerco perdono per ciò che abbiamo fatto al povero Miciu e non c'è modo migliore per riabilitarmi la coscienza, che aiutare un cane che ha bisogno di me" - Gli dissi sicuro e convinto (vedi primo volume).
Lasciammo così la macchina davanti al cancello della proprietà e ci inoltrammo sul retro della casa. Non si vedeva, né si sentiva niente, pur tendendo orecchi a giro d’orizzonte.
"Andiamo Ciccio?" - Chiese nuovamente Franco timoroso.
"Aspetta un altro poco, guardiamo oltre quei cespugli" - Dissi insistendo ancora.
Andammo così oltre la casa, vicino a dei cespugli e che vedemmo?
Una volpe albina, teneva una delle zampe anteriori dentro una tagliola, che forse le aveva spezzato l'arto all'altezza della tibia. La poverina, sentendo delle voci vicino, aveva represso i suoi lamenti per non farsi sentire, magari credendo a ragione, che l'uomo le avrebbe inferto ben peggiori punizioni, se non addirittura la morte.
“È pericolosa Ciccio, non possiamo liberarla. Se ti avvicini a lei, diventa furiosa e ti morde in modo feroce. Quella è capace di staccarci un braccio"
- Mi avvertì Franco timoroso.
La guardavo, e lei guardava me con quei suoi occhi piccoli e pietosi, implorando aiuto pur senza parlare. Mi avvicinai a un metro dalla tagliola, non prima però di procurarmi un buon bastone per difesa:
"Io ti voglio aiutare volpacchiotta, ma tu devi essere buona con me, che dici, sei d'accordo con me?" - Gli chiesi come se potesse capirmi.
Lei continuò a fissarmi negli occhi, restando in silenzio, nonostante il suo tremendo soffrire. Poi come se avesse capito la mia proposta, abbassò la testa, come per dire sì. Mi avvicinai quindi di un altro mezzo metro, tenendo sempre gli occhi addosso a lei, e il bastone sollevato appoggiato in spalla.
"Lasciala stare Ciccio, è pericolosa. Se ti morde a un braccio, non ti lascia più"
- Mi gridò Franco.
Ma io non lo volli sentire, ripetendo adesso all'indirizzo della volpe e sempre in italiano (poiché il dialetto le sarebbe apparso … difficile da comprendere, pensai):
"Volpacchiotta, io ti voglio solo aiutare, non voglio farti del male, capito? Se non mi mordi e stai buona, io ti libero va bene?"
- Poi rivolto al dillitto gli dissi:
"Franco, procurati un altro pezzo di legno, se vedi che mi prende, colpiscila in testa, non voglio che mi stacchi un braccio".
"Aspettami allora, non muoverti " - Mi rispose Franco allontanandosi.
Partì alla volta della casa, e tornò subito con una spranga di ferro, disponendosi di fronte a me, dall'altro lato, opposto anche alla volpe albina.
"Pronto Franco?" - Chiesi.
"Sì, pronto Ciccio" - Mi rispose.
"Allora volpe, dico a te, adesso intanto ti accarezzo sulla schiena vicino la coda, per provarti che sono buono, va bene? Fai la brava ti raccomando".
La volpe, come se avesse ancora inteso, abbassò nuovamente la testa per assenso ... forse, dandomi così coraggio ad agire?
"Ti sto accarezzando volpe" - Le sussurrai.
Allungai ancora il braccio, la carezzai sulla schiena, mentre lei girando la testa all'indietro, seguì tutti i miei movimenti stando quieta e docile.
"Bene volpacchiotta, sei buona e brava. Adesso per liberarti, debbo lavorare con tutte due le mani sotto la tua bocca con denti forti ed aguzzi. Farai ancora la brava con me? Intanto per prova, ti accarezzo la testa, va bene?" - Le dissi.
La volpe attenta, sembrava seguisse i movimenti della mia bocca, come se capisse ciò che volevo dirle, quindi, per la terza volta, abbassò la testa in senso di assenso? Allungai lentissimamente la mia mano sopra la sua testa, ma lei non la sollevò per seguirla, restando con la sua in orizzontale e permettendomi di accarezzarla. A ogni mia passata di mano, si abbassava la testa sotto quella leggera pressione, gradendo credo il mio gesto, così come i cani quando vengono accarezzati in testa. Le toccavo adesso gli orecchi, la carezzavo nel collo e nuovamente in testa e sulla schiena. Nulla, non reagiva negativamente ai miei tocchi. A questo punto le solleticai il mento, e lei riguardandomi in faccia, sembrò sorridermi grata.
"Incredibile Ciccio" - Mi disse Franco stranito.
"Sì, veramente incredibile" - Risposi, poi ancora:
"Volpacchiotta, adesso ti libero la zampa, non mi mordere ti prego, anche se sentirai dolore, va bene?" - Le dissi guardandola negli occhi.
Come per intesa, abbassò per la quarta volta la testa assentendo.
"Questa ti capisce Ciccio, questa intende tutto ciò che le dici e non ti morderà. È incredibile, nessuno ci crederà quando la racconteremo" - Mi disse Franco.
Afferrai con tutte due le mani la tagliola, lì con la mia faccia che quasi toccava quella della volpe e come per magia udii pianissimo:
"Grazie Ciccio".
"Chèèè ... hai parlato tu Franco?" - Chiesi al mio amico.
"Io, no che stai dicendo? Sbrigati, apri la tagliola"
- Mi rispose stranito per la domanda il mio amico che non aveva udito nulla.
Respirai un attimo, quindi a pieni polmoni e trattenendo l’aria, applicai tutte le mie forze alle due lame con i denti, allargandole e distanziandole, quindi, tra loro. La volpe ritirò la zampa portandola fuori e adagiandosi sull'erba di lato. Certo, la zampa doveva farle molto male, perché o rotta, o profondamente ferita dai denti acuminati della maledetta trappola.
"Ti posso toccare la zampa ferita volpe senza che mi mordi?"
- Le chiesi ancora timoroso.
La volpe mi riguardo negli occhi, poi pur con la testa poggiata sull'erba, fece ... cenno di sì? Avvicinai lentamente la mano alla ferita, toccando l'osso sottostante. Mi sembrò integro, malgrado mi sporcai le mani del suo copioso sangue che veniva fuori. La volpacchiotta non si lamentò per niente, sembrando gradire la mia frizione, i miei dolci e gentili massaggi nella sua zampa martoriata. Mi guardava sempre di continuo, con quegli occhi imploranti pietà e aiuto.
Mi apparve molto giovane in quel frangente, certo una cucciola.
"Stai tranquilla volpe che noi siamo qui per aiutarti e non per farti del male"
- Le dissi facendomi da lei sentire e ricambiando il suo sguardo, poi ancora:
"Franco, ho visto della rafia vicino la porta della casa. Vai a prenderne due o tre fili, e se trovi pure della carta, portala che le fasciamo alla buona la tibia, tra pochi giorni la rafia si sfalderà, restituendole la zampa libera" - Dissi all'amico.
Franco partì, e io riguardai la volpe, accarezzandole la testa.
"Statti sora bedda, nga ora guarisci, va beni? "
(Stai serena bella, che adesso guarisci, va bene?) Le dissi con amore e pietà.
"Grazie Ciccio, grazie di cuore. Un giorno ricambierò il tuo amore vedrai, se però restituirai ciò che non è tuo" - Mi rispose dolce e a fil di voce la volpe.
"Ma ... ma ... tu parli, ma tu parli volpacchiotta. Chi sei un Angelo, oppure? Incredibile, parli e ricambierai
il mio aiuto un giorno, incredibile veramente. Se lo dirò agli amici, non mi crederanno" - Gli dissi allibito.
"E tu non dirglielo allora Ciccio?" - Mi rispose.
"Ma come sai il mio nome?" - Le chiesi incredulo d'esser veramente desto.
"Io so tanto di te, delle tue malefatte, del tuo pentimento e delle tue buone azioni" - Mi rispose sapiente.
"Ma allora sei un Angelo volpacchiotta. Ti manda mia mamma Filippina?"
- Le chiesi.
"No Ciccio, non mi manda tua mamma, ma io conosco pure lei, ci parliamo e siamo amici, lei ti segue e ti protegge" - Mi rispose.
Mi misi a piangere, abbracciando la volpe a terra, poi le chiesi stupefatto:
"Hai un nome Volpacchiotta?".
"Potrei chiamarmi Filippina, Angelo, Volpacchiotto o Chantal, è la stessa cosa. Sta a te trovare chi sono tra questi e perché ci siamo incontrati. Metti la testa a posto e migliora per come stai facendo Ciccio, sei sulla buona strada. Ci rivedremo un giorno vedrai".
Non potevo credere ai miei occhi e orecchi. Ero impazzito? Stravolto? Ero divenuto un ebete, un demente, oppure un Angelo divino era sceso a me per sostenermi nella vita, magari, o forse certamente, mandatomi da mia mamma?
"Cà c'è a rafia Cicciu scimia, ancora docu si?
Sù spunta cà Ron Cuncettu mussu strittu, ni fa a tutti dui u culu a cappeddu i parrinu, u capisti? Annachiti l'ossa e amuninni a casa"
(Qua c'è la rafia Ciccio scimmia, stai ancora lì? Se spunta qua Don Concetto muso stretto, a entrambi ci fa il c**o a cappello di prete, hai capito? Smuoviti le ossa e andiamo via) Mi gridò già da lontano Francu u dillitttu, e ancora:
"E chi è, a chiangiutu macari? Ti cummuvisti pa vuppi firita, o ti trasiu pi sbagghiu na virga nto culu Cicciu, ahahahah?"
(E hai pure pianto? Ti sei commosso per la volpe ferita, oppure ti è entrata per sbaglio una v***a nel c**o Ciccio, ahahahah?) Ilare mi chiese.
"No Francu, mi 'nfilai nà spina nto irutu e m'astruppiai. A tirai fora che renti però. Passau tuttu oramai. Rammi a rafia e a catta, nga finemu u travagghiu cà vuppi e ninni scappamu o paisi "
(No, Franco, mi sono punto con una spina nel dito e mi sono fatto male. L'ho tirata fuori con i denti però. Adesso è passata. Dammi la rafia e la carta, che finiamo il lavoro con la volpe, e scappiamo al paese) Risposi lesto.
Franco uscì dalla sua tasca il fazzoletto e me lo porse assieme alla rafia:
"Catta nun ci nnè. Fasciala co me fazzulettu e appoi scappamu Cicciu"
(Carta non ce n'è. Fasciala col mio fazzoletto e poi scappiamo Ciccio) Mi disse.
"Franco, mentre io finisco, tu completa la legatura dei quattro tronchi, così andiamo subito via" - Dissi rivolto al mio amico.
Avvolsi così la tibia della volpe col fazzoletto e poggiandoci due pezzetti di legno a mo’ di protezione e sostegno, lo legai non serrato con la rafia:
"Fra due tre giorni la rafia si sfalderà, e tu ritornerai libera volpacchiotta. Adesso devo andare. Stai bene adesso tu?" - Le chiesi felice.
"Sì, sto bene Ciccio. Appena andrete via, andrò via pure io, grazie di tutto a te e al tuo amico Franco. Spero un giorno di potergli restituire il fazzoletto".
"Beh ... allora ciao Volpacchiotta, posso darti un bacio sulla guancia?"
- Le chiesi.
"Sì, puoi, mi farà piacere riceverlo" - Mi rispose con la bocca aperta, forse ilare.
Così mi chinai e le diedi un bacio sulla guancia, vicino l'occhio. Lei si sollevò, e avvicinò la sua bocca alla mia guancia, strofinandomi il suo muso. Si girò poi verso un muro di confine e si avviò zoppicando leggermente.
"Ciao Ciccio" - Mi disse incamminandosi.
"Ciao volpacchiotta"
- Proferii incredulo, come fossi preso ... dai turchi della Polinesia.
"Volpacchiotto" - Mi rettificò.
Io, comunque, non ci feci caso in quel frangente, frastornato com’ero nto ciriveddu.
Raggiunsi Franco che aveva ultimato il suo lavoro, e assieme così rientrammo in paese. Il buon carabiniere Vicenzu vasciu i cugnu, quel giorno per nostra fortuna non fu di servizio. A casa, posteggiai la Fiat 600 al suo posto, nel retro della casa sotto a 'npinnata - la tettoia -, e dopo aver scaricato i tronchi, smontai il portabagagli riponendolo attaccato alla parete posteriore della casa, lì sotto la stessa tettoia. Papà non si accorse di nulla, tranne che, di un po' d'aumento del livello di benzina segnalato dall'indice sul cruscotto.
"Bona è sta machina, viramenti spiciali, anzicchì scinniri, a binzina acchiana. Bonu, magnificu, forsi è meritu da marmitta spacchiusa Abarth Record Monza a dui canni i scaricu crumati di cromu? Mah!!! "
(Buona è questa macchina, veramente speciale, anziché scendere, la benzina aumenta. Bene, magnifico, forse è merito della marmitta spettacolosa Abarth Record Monza con due canne di scarico cromate … di cromo? Mah!!!)
Esordì con tracotanza, poi:
"Chi c'è di prontu nga haiu fami Cicciu a scimia?"
(Cosa c'è di pronto che tengo fame, Ciccio scimmia?) Mi disse insofferente.
"Cà semu a Tanci papà, su porti manci, su nun porti nun manci e ti finisci e quattru tummini, u capisti?"
(Papà, qui siamo a Tanci - paese o contrada in provincia di Trapani - se porti mangi, se non porti non mangi, e ti finisce al cimitero, hai capito?)
Gli risposi adirato.
"Figghiu snaturatu, accussì parri a tò patri? A troppa cunfirenza finisci a mala crianza, veru? Attentu nga ti dugnu nà cuzzata nte catinazzi dò coddu sù parri assai”
(Figlio snaturato, così parli a tuo padre? La troppa confidenza finisce a cattiva educazione, vero? Attento a parlare così che, ti darò una manata di profilo nel retro del collo, tra le vertebre cervicali) Mi rispose adirato a sua volta.
"Papà, nenti c'è di manciari. A me simanata a dugnu a tia pà spisa, e tu chi ni fai? 'Nveci di accattari n'pocu i pruvvisti, ti jochi e carti a San Martinu? Sta attentu nga ti tagghiu i viviri sù cuntinui d'accussi”
(Papà non c'è niente da mangiare. La mia paga la do a te per fare della spesa, e tu che ne fai? Invece di comprare un po' di roba, vai a giocare a carte a San Martino? Stai attento che se continui così, ti taglierò i viveri)
E continuando seccato:
“Nun ti dugnu chiù sordi e a spisa a fazzu iù. Ora nun sugnu chiù nicu nga facevi sempri u jaddu, nga facevi chiddu nga vulevi, u capisti? Ora a musica e i musicanti cangianu, mettatillu intra a testa dura nga teni chistu"
(Non ti darò più soldi e la spesa la farò io. Adesso non sono più piccolo che puoi continuare a fare il gallo - despota - quando facevi ciò che volevi, hai capito? Adesso la musica e anche i musicanti sono cambiati, mettitelo bene dentro la testa dura che tieni questo) Gli dissi, poi ancora adirato continuai:
"Oggi sù porti manci, su nun porti nun manci, u capistiiii? C'è n'pezzu i pani duru nta ispenza, n'pezzu tu, e n'pezzu iù. Ci stanu macari tri aranci menzi arramati e allupati. Dui ti manci tu, e unu mu manciu iù. Si tu nga ha dari a manciari a mia, e no iù a tia, u capisti? Ora mi staiù 'ncazzannu appiddaveru, ora tegnu i baddi niuri e macari vunchiati, ora haiu chinnici anni u capistiiii?"
(Oggi se porti mangi, se non porti non mangi, hai capitoooo? C'è un pezzo di pane raffermo in dispensa, un poco tu, e un poco io. Ci stanno pure tre arance mezze marce. Due le mangi tu, e una io. Sei tu che devi dare da mangiare a me, e non io a te, hai capito? Adesso mi sto incazzando veramente, adesso tengo le p***e nere e pure gonfie, ho quindici anni adesso, hai capitooo?)
Gli grido ancora arrabbiato.
Quella domenica per pranzo, mangiai un tozzo di pane raffermo e una arancia allupata - rancida -.
La situazione non poteva continuare con questo andazzo, e non continuò per sua sfortuna.

+

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Normali funzionamento

23/07/2021

Grazia Di Michele, Docente di Accademia Artisti Music

𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗗𝗶 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲, docente di Interpretazione Artistica, è una cantautrice e insegnante italiana.

“L’interpretazione è la capacità di rendere efficace, di comunicare e di esprimere alla massima potenza, le emozioni che si provano durante la performance”.

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Cinque importanti tips per imparare a cantare correttamente

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19/07/2021

𝗔𝗖𝗖𝗔𝗗𝗘𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜 𝗥𝗘𝗖𝗜𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘: 👨‍🏫 𝗜 𝗗𝗢𝗖𝗘𝗡𝗧𝗜
[𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗗𝗲 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀, docente di Dizione, è un’attrice italiana]

👉𝗘 𝘁𝘂 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘃𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?
𝗦𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝗰𝗲𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶!✍️

Il corso cerca di portare l’allievo ad avere consapevolezza del proprio strumento vocale, a conoscere le regole base della dizione, della corretta pronuncia e della respirazione.

Sara De Santis si esibisce da più di quindici anni nei teatri italiani con compagnie stabili in repertori classici e contemporanei. 𝗛𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗮𝗹 𝗦𝘂𝘀𝗮𝗻 𝗕𝗮𝘁𝘀𝗼𝗻 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼; si è diplomata al Centro di Biomeccanica Teatrale di Mejerchol’d di Perugia, diretto dal maestro Gennadi Bogdanov; si è specializzata studiando vari metodi di recitazione con formatori nazionali e internazionali come Eugenio Barba. 𝗛𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗽𝘂𝗯𝗹𝗶𝗰 𝘀𝗽𝗲𝗮𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗲 𝗿𝗶𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. Ha curato la regia di spettacoli teatrali ed è stata autrice di monologhi.
Ha iniziato a cantare all’età di sei anni e da più di dieci anni è membro stabile del vocal group Quarta Dimensione con il quale ha inciso due dischi e un brano per i Pooh. È adattatrice dei dialoghi di doppiaggio di film, serie TV e cartoni animati. Nel 2019 ha ricevuto la nomination al Premio Voci nell’Ombra per l’adattamento del film Noi, di Jordan Peele. In televisione ha recitato in diverse puntate di Al posto tuo (Rai 2). Negli anni 90 ha condotto programmi in Radio e in TV locali.

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Sara De Santis si esibisce da più di quindici anni nei teatri italiani con compagnie stabili in repertori classici e contemporanei. 𝗛𝗮 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗡𝗲𝘄 𝗬𝗼𝗿𝗸 𝗮𝗹 𝗦𝘂𝘀𝗮𝗻 𝗕𝗮𝘁𝘀𝗼𝗻 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗼; si è diplomata al Centro di Biomeccanica Teatrale di Mejerchol’d di Perugia, diretto dal maestro Gennadi Bogdanov; si è specializzata studiando vari metodi di recitazione con formatori nazionali e internazionali come Eugenio Barba. 𝗛𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗼 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗽𝘂𝗯𝗹𝗶𝗰 𝘀𝗽𝗲𝗮𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗲 𝗿𝗶𝗲𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶𝗼 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲. Ha curato la regia di spettacoli teatrali ed è stata autrice di monologhi.
Ha iniziato a cantare all’età di sei anni e da più di dieci anni è membro stabile del vocal group Quarta Dimensione con il quale ha inciso due dischi e un brano per i Pooh. È adattatrice dei dialoghi di doppiaggio di film, serie TV e cartoni animati. Nel 2019 ha ricevuto la nomination al Premio Voci nell’Ombra per l’adattamento del film Noi, di Jordan Peele. In televisione ha recitato in diverse puntate di Al posto tuo (Rai 2). Negli anni 90 ha condotto programmi in Radio e in TV locali.

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17/07/2021

E tu che cos’è che non vedi l’ora di iniziare?✨
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“Voodoo Love” è un brano di Ermal Meta pubblicato nel 2017 all’interno dell’album “Vietato Morire”

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“Voodoo Love” è un brano di Ermal Meta pubblicato nel 2017 all’interno dell’album “Vietato Morire”

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🌟Scopri l’artista che c’è in te!
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16/07/2021

Ci lascia oggi all’età di 44 anni l’attore napoletano Libero De Rienzo.🌹

Vincitore del David di Donatello nel 2002 e nel 2006, nel film Fortapàsc di Marco Risi. Tra i suoi lavori successivi ricordiamo “Smetto quando voglio” , “Restiamo Amici” e la sua partecipazione alla fiction “Squadra Mobile” di Canale 5.

Lascia sua moglie Marcella Mosca e i suoi due figli di 6 e 2 anni ai quali mandiamo un abbraccio. ❤️

Ci lascia oggi all’età di 44 anni l’attore napoletano Libero De Rienzo.🌹

Vincitore del David di Donatello nel 2002 e nel 2006, nel film Fortapàsc di Marco Risi. Tra i suoi lavori successivi ricordiamo “Smetto quando voglio” , “Restiamo Amici” e la sua partecipazione alla fiction “Squadra Mobile” di Canale 5.

Lascia sua moglie Marcella Mosca e i suoi due figli di 6 e 2 anni ai quali mandiamo un abbraccio. ❤️

15/07/2021

Antonio Morandi, Docente di Accademia Artisti Movie

“Nelle mie lezioni impareremo a capire quali sono le differenze tra un'intenzione e un obiettivo e come definire ques'ultimi in modo specifico".

𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶, 𝗱𝗼𝗰𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝗡𝗟 𝗦𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗠𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶, è un Mental & Business Coach, ossia un allenatore della mente per imprenditori, sportivi e famiglie. La P.N.L. è una tecnologia che permette ad una persona di organizzare le informazioni e le percezioni in modo da raggiungere risultati ritenuti impossibili in passato.

👉𝗘 𝘁𝘂 𝗴𝗶𝗮̀ 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗶 𝗹'𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲?

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13/07/2021

𝗔𝗖𝗖𝗔𝗗𝗘𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜 𝗠𝗨𝗦𝗜𝗖: 👨‍🏫 𝗜 𝗗𝗢𝗖𝗘𝗡𝗧𝗜
[𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗧𝗲𝗻𝘇𝗶, docente di Backing Vocals e Laboratorio di Ritmica, è un musicista cantante ed insegnante italiano]

“𝗦𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲́ 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.”

Polistrumentista, cantante ed insegnante, ha cresciuto generazioni di musicisti dal 1977 ad oggi nella scuola che attualmente dirige, fondata dal padre il maestro Massimo Tenzi nel 1948. È insegnante di canto moderno, tecnica vocale, chitarra moderna e classica, basso elettrico, coro, musica di insieme, improvvisazione, teoria e armonia musicale, tecniche di registrazione audio.
Cresciuto in un ambiente fortemente stimolante ha sperimentato fin dall'infanzia il palcoscenico e lo studio di registrazione.
Inizia ad esibirsi sul palcoscenico come cantante dall'età di quattro anni con la sorella Viviana, in spettacoli di arte varia in Italia e all'estero. 𝗔 𝘂𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗶𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗹𝗶𝘃𝗲 𝗮 𝗳𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗕𝗮𝘂𝗱𝗼, 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼𝗻, 𝗖𝗼𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗥𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗖𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗮, 𝗠𝗮𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗜 𝗚𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗠𝗮𝗴𝗼 𝗭𝘂𝗿𝗹𝗶̀ 𝗲 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗖𝗲𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗣𝗶𝗼𝗺𝗯𝗶, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗡𝗲𝗯𝗯𝗶𝗮, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗶. Esegue demo per gli autori di canzoni per lo Zecchino D'Oro nello studio Senza Fine di Gino Paoli.

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[𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗧𝗲𝗻𝘇𝗶, docente di Backing Vocals e Laboratorio di Ritmica, è un musicista cantante ed insegnante italiano]

“𝗦𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗶𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗲́ 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.”

Polistrumentista, cantante ed insegnante, ha cresciuto generazioni di musicisti dal 1977 ad oggi nella scuola che attualmente dirige, fondata dal padre il maestro Massimo Tenzi nel 1948. È insegnante di canto moderno, tecnica vocale, chitarra moderna e classica, basso elettrico, coro, musica di insieme, improvvisazione, teoria e armonia musicale, tecniche di registrazione audio.
Cresciuto in un ambiente fortemente stimolante ha sperimentato fin dall'infanzia il palcoscenico e lo studio di registrazione.
Inizia ad esibirsi sul palcoscenico come cantante dall'età di quattro anni con la sorella Viviana, in spettacoli di arte varia in Italia e all'estero. 𝗔 𝘂𝗻𝗱𝗶𝗰𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝗶𝗯𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗹𝗶𝘃𝗲 𝗮 𝗳𝗶𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗕𝗮𝘂𝗱𝗼, 𝗚𝗮𝗯𝗿𝗶𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗙𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼𝗻, 𝗖𝗼𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗥𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗖𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗮, 𝗠𝗮𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝗜 𝗚𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶, 𝗠𝗮𝗴𝗼 𝗭𝘂𝗿𝗹𝗶̀ 𝗲 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗖𝗲𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗗𝗮𝗻𝗶𝗲𝗹𝗲 𝗣𝗶𝗼𝗺𝗯𝗶, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗡𝗲𝗯𝗯𝗶𝗮, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗥𝗼𝘀𝗶. Esegue demo per gli autori di canzoni per lo Zecchino D'Oro nello studio Senza Fine di Gino Paoli.

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Photos from Accademia Artisti's post 12/07/2021

Sei importanti Tips per diventare un grande attore:

𝟭ª 𝗦𝗲𝗴𝘂𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗰𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

👉 E tu, ti senti un attore comico, drammatico, d’azione oppure preferiresti dedicarti al doppiaggio?
Scrivicelo nei commenti! ✍️

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09/07/2021

Adriano Pennino | Docente di Accademia Artisti Music

𝗔𝗱𝗿𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗣𝗲𝗻𝗻𝗶𝗻𝗼, Docente di Produzione Musicale e Arrangiamento per Accademia Artisti Music.

“La cosa più importante è che ho imparato ad entrare nel mondo dell’artista. Non penso mai che un arrangiamento è bello e basta: è bello per quell’artista. Insieme cercheremo di capire qual è il vestito giusto per ognuno”.

—————————
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Photos from Accademia Artisti's post 08/07/2021

Nuove foto dei nostri ragazzi che fanno 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗦𝘂𝗹 𝗦𝗲𝘁 con Accademia Artisti.
Vuoi comparire anche tu nei nostri Profili Ufficiali? 🎥🎬

Fai come Giovanna Spaziani
Invia le tue foto a 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹@𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝗶𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶.𝗰𝗼𝗺 e le migliori saranno postate sui nostri profili con i tag. 📸

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Photos from Accademia Artisti's post 07/07/2021

Sette importanti tips per diventare un cantante di successo:

𝟳º 𝗦𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝘀𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶
#Superagliostacoli

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05/07/2021

Ci ha lasciato oggi all’età di 78 anni una delle regine della musica e della televisione italiana: Raffaella Carrà 🌹

A darne l’annuncio lo storico coreografo della showgirl: Sergio Japino.

Ci uniamo al dolore dei familiari e di tutti gli italiani che oggi piangono un’icona indiscussa dello spettacolo italiano ❤️

Ci ha lasciato oggi all’età di 78 anni una delle regine della musica e della televisione italiana: Raffaella Carrà 🌹

A darne l’annuncio lo storico coreografo della showgirl: Sergio Japino.

Ci uniamo al dolore dei familiari e di tutti gli italiani che oggi piangono un’icona indiscussa dello spettacolo italiano ❤️

05/07/2021

𝗔𝗖𝗖𝗔𝗗𝗘𝗠𝗜𝗔 𝗔𝗥𝗧𝗜𝗦𝗧𝗜 𝗥𝗘𝗖𝗜𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘: 👨‍🏫 𝗜 𝗗𝗢𝗖𝗘𝗡𝗧𝗜
[𝗣𝘂𝗽𝗶 𝗔𝘃𝗮𝘁𝗶, docente di Tecnica Recitativa con Macchina da Presa, è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e attore italiano]

👉 𝗘 𝘁𝘂, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲 𝗣𝘂𝗽𝗶 𝗔𝘃𝗮𝘁𝗶 𝘁𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲? 𝗦𝗰𝗿𝗶𝘃𝗶𝗰𝗲𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶! ✍️

Giuseppe Avati, noto con il nomignolo "Pupi", nasce a Bologna il 3 novembre 1938. Inizialmente tenta una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 fa parte della Doctor Dixie Jazz Band come clarinettista dilettante, ma rinuncia dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla. Successivamente, illuminato dalla visione di 8½ di 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗙𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore (si seppe poi trattarsi del grande costruttore edile Carmine Domenico Rizzo) i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due film "orgogliosamente provinciali". Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di 𝗣𝗶𝗲𝗿 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗮𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶 (anche se, per questioni di diritti, non risulta accreditato pur essendo anche stato pagato), dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, seguito da La casa dalle finestre. Da questi film nasce una carriera sempre in crescita come sceneggiatore, regista e produttore cinematografico di successo che gli permettono di vincere un 𝗰𝗶𝗮𝗸 𝗱’𝗼𝗿𝗼 come miglior sceneggiatura nel 1990, numerose candidature e vittorie ai 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗱𝗶 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 e ai 𝗡𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱’𝗔𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼.

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[𝗣𝘂𝗽𝗶 𝗔𝘃𝗮𝘁𝗶, docente di Tecnica Recitativa con Macchina da Presa, è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e attore italiano]

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Giuseppe Avati, noto con il nomignolo "Pupi", nasce a Bologna il 3 novembre 1938. Inizialmente tenta una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 fa parte della Doctor Dixie Jazz Band come clarinettista dilettante, ma rinuncia dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla. Successivamente, illuminato dalla visione di 8½ di 𝗙𝗲𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗙𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore (si seppe poi trattarsi del grande costruttore edile Carmine Domenico Rizzo) i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due film "orgogliosamente provinciali". Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di 𝗣𝗶𝗲𝗿 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗮𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶 (anche se, per questioni di diritti, non risulta accreditato pur essendo anche stato pagato), dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, seguito da La casa dalle finestre. Da questi film nasce una carriera sempre in crescita come sceneggiatore, regista e produttore cinematografico di successo che gli permettono di vincere un 𝗰𝗶𝗮𝗸 𝗱’𝗼𝗿𝗼 come miglior sceneggiatura nel 1990, numerose candidature e vittorie ai 𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗱𝗶 𝗗𝗼𝗻𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗼 e ai 𝗡𝗮𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱’𝗔𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗼.

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02/07/2021

E tu hai trovato la tua passione?✨
Dicci qual è nei commenti! ✍️

Non sarebbe passione è un brano del 2019 dell’artista Alberto Urso che fa parte dell’album Solo, certificato disco d’oro.

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Our Story

Accademia Artisti con sede a Roma e Milano ( ROMA, via Crescenzio 93 - 00193 tel. 063207731 / MILANO, via Vincenzo Monti 41 - 20123 tel. 0249457355) , è l’unica scuola in Italia per attori cine-televisivi con pratica sul set. Accademia Artisti si occupa di orientare, formare e addestrare attrici e attori e inserirli nel mondo del lavoro.

Nata da un progetto e dal lavoro congiunto di Carlo Fuscagni (già direttore di Rai 1 e presidente di Cinecittà Holding), Rubino Rubini (Regista e direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano) e Rita Statte (attrice e produttrice), Accademia Artisti è divenuta da anni un punto di riferimento per attori, registi e produttori, testimoni le molte collaborazioni avviate per fiction e film di livello nazionale.
I corsi di Accademia Artisti, della durata di sei mesi, si sviluppano attraverso lo studio delle tecniche di recitazione, (dizione, tecniche di utilizzo della voce, canto, improvvisazione a soggetto, mimica), la conoscenza del linguaggio e delle tecniche cinematografiche, (la macchina da presa in funzione dell’attore, piani d’ascolto, controcampi, montaggio e doppiaggio), l’approfondimento della pratica del set e della preparazione ai provini, (presenza sul set, comunicazione, prossemica), il tutto con l’ausilio di lezioni impartite da noti professionisti di ogni specifico settore e di stage tenuti da famosi personaggi del mondo dello spettacolo.
Un solido link tra Accademia Artisti e le produzioni cine-televisive italiane, e la presenza ai corsi dei più famosi casting director italiani, fanno sì che gli allievi che si mettono in luce durante l’anno riescano ad avere immediata risposta al lavoro svolto, attraverso il loro coinvolgimento in fiction e film di rilievo nazionale.
Le prove di ammissione ad Accademia Artisti sono gratuite, e comprendono un test psico-attitudinale, un colloquio di selezione e un provino. Per accedere ai corsi bisogna avere un’età compresa fra i 13 e i 60 anni.

Video (vedi tutte)

Grazia Di Michele, Docente di Accademia Artisti Music
Antonio Morandi, Docente di Accademia Artisti Movie
Adriano Pennino | Docente di Accademia Artisti Music
Essere allievi di Accademia Artisti: Ginevra Procaccini
Saverio Principini | docente di Accademia Artisti Music
Guillermo Mariotto per Accademia Artisti
I docenti di Accademia Artisti: Adriano Pennino
Accademia Artisti: scuola per Attori, Cantanti e Professionisti dello Spettacolo
Essere Allievi di Accademia Artisti: Asia Pennacchiotti
Gli Allievi incontrano in webinar il regista Neri Parenti
Gli Allievi contro la Violenza sulle Donne

Ubicazione

Telefono

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 18:00
Martedì 11:00 - 18:00
Mercoledì 11:00 - 18:00
Giovedì 11:00 - 18:00
Venerdì 11:00 - 18:00
Sabato 11:00 - 18:00