Braghette Pedagogia e Apprendimento

Ci prendiamo cura dei bambini e delle loro famiglie. Ci occupiamo di difficoltà di apprendimento e

Normali funzionamento

14/11/2023

Cercavo un’immagine che potesse parlare di competenze emotive, ovviamente non l’ho trovata.
Forse perchè la maggior parte delle volte in cui si tratta di emozioni sono più concentrata ad esserci che fotografare qualcosa che potrebbe restare.

Così ho messo solo una cosa bella per anticipare il prossimo video.

Potrei parlare già di competenze emotive, potrei elencare tutte le componenti che ne fanno parte, quanto siano determinanti nelle relazioni con gli altri e nella percezione di sé. Per ora credo però basti sapere che queste abilità dipendono dall’ambiente in cui viviamo, dalle nostre interazioni, che fanno parte di un processo di apprendimento, forse il più importante.

competenzeemotive

23/09/2023

Altro mare, sempre meraviglie.

12/09/2023

Quanto è importante la direzione del tratto quando scriviamo? Sia per i numeri che per le lettere è molto importante!

- I caratteri vengono scritti meglio, sono quindi più leggibili
- La scrittura è più veloce
- E fluida, viene eseguita con facilità e il minimo sforzo

Inoltre scrivere i caratteri con una direzione specifica del tratto
- Rende meno probabile che i caratteri vengano scritti al contrario, come fossero visti allo specchio
- È propedeutico all’apprendimento del corsivo e gli attacchi fra le lettere.

16/07/2023

Vado a conoscere un pezzo di mondo.

[io che sono sempre partita con qualcosa che mancava, questa volta lascio più di quello che potrei trovare]

Torno presto! Il 31 luglio ricominciano gli appuntamenti.

19/06/2023

A volte vorrei avere un protocollo, ma lavorare con le persone, grandi e piccole, non funziona proprio così. Devo capire chi ho di fronte, quali sono le richieste, le difficoltà, le potenzialità e scegliere gli obiettivi che possiamo raggiungere insieme.

Più le persone sono piccole e più sono le richieste che facciamo loro, la maggior parte non servono e mi trovo spesso nella condizione di rifletterci insieme ai genitori.

Diciamo due parole sull’argomento nel prossimo video.

07/06/2023

Fine scuola o quasi.

Quanto penso e quanto cambia il mio pensiero sulla scuola, il mio elenco infinito di vorrei è sempre pronto.

Ne scelgo uno e lo metto là dove ci sono gli obiettivi a cui tendere. Il primo per me.

Vorrei che ə bambinə ə ragazzə, le persone stiano bene.

Sì perché la scuola è prima di tutto un luogo educativo dove cresciamo e si definisce la nostra personalità, attraverso quello che ci rimandano lə altrə creiamo l’immagine che abbiamo di noi.
Sappiamo di essere tuttə diversi.
Non aspettiamoci allora le stesse performance scolastiche, non aspettiamoci che tuttə leggano allo stesso modo, o scrivano le lettere grandi proprio come quel quadratino lì, con gesti fluidi e naturali. Non aspettiamoci dettati perfetti o comprensioni eccellenti, MA riconosciamo, rispettiamo e valorizziamo le diverse inclinazioni. Dovremmo sentirci tuttə bravi, capaci con un valore diverso da quello dellə altrə.
Potremmo così fare scelte in modo consapevole e sereno rispettando le persone che siamo.

31/05/2023

Errori errori errori - Potremmo parlarne probabilmente da infiniti punti di vista. Pensiamo solo a quando c’è un errore oggettivo che va corretto, cosa diciamo? Anzi cosa non diciamo.

Io non dico MAI e vi assicuro mai, NO.

Cerco di spiegarlo meglio nel video che segue sul feed.

10/05/2023

A cosa sono servite quelle strisce con i numeri?

A imparare alcuni fatti numerici.

Spiegazione più dettagliata nel prossimo video.

25/04/2023

Sempre lì

18/04/2023

Quanto può essere complesso ricordare e riuscire ad esporre un contenuto? Dipende.

Per me era difficilissimo, leggevo ma le informazioni si perdevano.

Ricordo bene un giorno a casa della mia amica di sempre quando sua mamma ci faceva leggere e ripetere, io non ricordavo niente, non sapevo ripetere niente.

Ovviamente nessunə mi ha mai insegnato a studiare, ho imparato quando ero già molto grande, ma ricordo in modo vivido quel momento, o quando alzavo il braccio agitando la mano, perché nella mia piccola scuoletta di paese eravamo degli entusiasti, e poi la maestra mi dava la parola ma non sapevo rispondere.

Avrei avuto bisogno che qualcuno mi aiutasse? Sì.

Sono sopravvissuta comunque? Sì.

Sarei stata una studentessa più brillante e sicura con qualche competenza in più? Sicuramente sì.

Vi risparmio la storia di quando finite le superiori non avevo neanche preso in considerazione l’università, che poi per un insieme di circostanze fortuite e fortunate ho iniziato (sbagliando anche facoltà, ma questa è un’altra storia ancora).

Non ero “brava” non mi sentivo abbastanza brava da poter iniziare un percorso che mi sembrava impossibile.

Ecco, questo non vorrei succedesse a nessunə bambinə, vorrei che ognunə avesse gli strumenti per capire come può migliorare e come può sentirsi “bravə” in un modo diverso da tuttə lə altrə.

05/04/2023

A volte gli obiettivi non si raggiungono.
L’efficacia dell’intervento dipende da una serie combinata di fattori e non tutti sono sotto il nostro controllo. Il temperamento, le caratteristiche strutturali, l’ambiente, il sostengo, la motivazione e la collaborazione di una rete sono da considerare sempre. E se dopo aver fatto tutte le valutazioni comunque non funziona? Facciamo un passo indietro e riproviamo in un modo diverso.
Ho imparato a capire e accettare che le cose a volte non vanno, che bisogna provarci più di una volta, che bisogna esser flessibili e ascoltare, modulare e rimodulare fino a quando abbiamo ottenuto il meglio con le risorse che abbiamo.
 

22/03/2023

Nebbia di mare

17/03/2023

Riuscireste a intuire il significato di questi disegni?

Se non l’avessi fatto con questə bambinə io non riuscirei perché queste lettere e simboli sono significativi per ləi!

Il testo era più o meno così.

“La convenzione di Parigi del 1972 incoraggia i paesi a riconoscere e tutelare il proprio patrimonio.
L’articolo 1 dice che il patrimonio culturale è formato da: monumenti, agglomerati, siti costruiti dall‘uomo.”

Qual era l’obiettivo?
Non certamente di ricordarsi tutte le parole a memoria, ma utilizzando diverse strategie
• provare a ricordare i contenuti principali e
• usare alcuni termini che non fanno parte del vocabolario quotidiano.

09/03/2023

Come fa un contenuto, un’abilità ad essere appresa? Niente trucchi o formule magiche, dobbiamo solo esercitarci tante tante volte.

Qui dovevamo imparare a scrivere il numero 8, volevamo che la riproduzione diventasse automatica, che lə bambinə lo scrivesse senza neanche doverci pensare.
Volevamo entrasse a fa parte della memoria a lungo termine, la memoria procedurale.

01/03/2023

Ordinariamente sconfinato

21/02/2023

Il gioco per entrare in relazione.

Giocare è il modo di vivere, di essere dellə bambinə è la fonte del loro sviluppo, il punto di incontro fra dimensione affettiva e dimensione cognitiva. Attraverso il gioco ə bambinə acquisiscono modalità per entrare in relazione con il mondo esterno e sviluppano le loro potenzialità cognitive relazionali e affettive.

Nel gioco il corpo diventa il protagonista, entra in contatto con i materiali che possono diventare strumenti di mediazione e ascolto definendo la prossimità dell’interazione.

14/02/2023

Ragazzo di 11 anni, questo è il setting dei compiti e dello studio.

Da dove iniziamo?

Ho pensato che la risposta fosse ovvia ma come sempre la mia abilità nel fare le domande dev’essere migliorata.

Per prima cosa dobbiamo alzarci dal pavimento!

Spiego con due parole in più nel video che segue.

31/01/2023

Intro al prossimo video - Le famiglie mi contattano quando ci sono situazioni difficili, conflitti, quando sembra che gli strumenti che si mettono in pratica non funzionino e non si riesce a ristabilire un clima sereno.

La prima cosa che faccio è cercare di capire i meccanismi che ci sono dietro, e non è semplice. Quando poi sono più chiari i comportamenti e le dinamiche condividiamo gli obiettivi e iniziamo il lavoro.

La domanda è sempre la stessa, perché ə bambinə dovrebbero fare quello che gli chiediamo? E anche, perché noi adultə ci comportiamo in un determinato modo?

La risposta è semplice: perché in qualche modo siamo motivati a farlo.

Possiamo declinare il concetto di motivazione in molti modi, bisogno, senso, perché, desiderio, necessità; tutto quello che viene prima e è il motore delle nostre azioni.

Certamente tutto il resto è indispensabile, le emozioni, il gioco, le routine, ma credo che per comprendere si debba partire da qui.

17/01/2023

Sogni possibili ☁️

09/01/2023

[per fare le equivalenze] Questo tabella non è per tuttə ə bambinə, anzi non è per nessunə tranne per lə bambinə per cui è stato creato. Certo, potenzialmente potrebbe essere utile anche ad altrə ma quelle freccine che vedere sono state pensate, sperimentate e abbiamo concluso che nel suo caso sì, erano funzionali.

Voglio dire sempre la stessa cosa, non esistono strumenti che vadano bene per tuttə, ma infiniti strumenti da usare e vedere se sono davvero utili per ogni bambinə.

Ci vuole tempo, che spesso non abbiamo, e conoscenze per proporre diverse alternative, quello però che ci può guidare è conoscere ə bambinə, la loro modalità di apprendimento ci aiuterà già a scegliere fra tutte le possibilità.

19/12/2022

Tutto il blu che vorrei [senza filtri]

Photos from Braghette Pedagogia e Apprendimento's post 13/12/2022

Dove lo “vedete” di più 4+4?

Non esiste una risposta giusta perché la nostra mente immagina i numeri in modo completamente diverso.

Con lə bambinə dobbiamo non fare l’errore di presentare una sola strategia che a noi sembra più chiara, perché non è detto che sia chiara anche per loro.

Fra poco arrivo con mini video 💪🏻

23/11/2022

“..che loro mettano”

La terza persona plurale del congiuntivo presente proprio non ci veniva, allora abbiamo pensato a questa soluzione interattiva.

Lə bambinə doveva spostare le carte a seconda della coniugazione per formare il verbo, coprendo “-are, -ere, -ire” e leggendo quello che restava la soluzione era semplice.

Ha funzionato perché:

⭐️ lə bambinə è statə da subito parte attiva con la scelta di tutti i verbi scritti
⭐️ abbiamo coinvolto meno abilità cognitive possibili
- inizialmente è stata svolta SOLO la parte orale
- la desinenza era già scritta
- i colori suggerivano il collegamento
⭐️ il materiale interattivo rendeva indispensabile il coinvolgimento e l’attenzione
⭐️ con il successo immediato il lavoro è diventato più piacevole ed è aumentata la motivazione
⭐️ lo svolgimento senza troppa fatica ha reso familiare il suono e più facile l’apprendimento
⭐️ la ripetizione veloce è servita per l’automatizzazione (ultimo step di questo apprendimento)

Poi abbiamo inventato delle frasi perché il congiuntivo non restasse una formula imparata a memoria ma assumesse un significato così da poter essere generalizzato.

15/11/2022

Comportamenti difficili e non bambinə difficilə.
Perché una persona non è il suo comportamento, ma molto di più. È tutto quel mondo che ha dentro e in cui è immersa.

La prima cosa che devo fare quindi è CAPIRE.

Non esiste una procedura perché ogni famiglia ha caratteristiche proprie e risorse diverse, nella maggior parte dei casi però funziona così.

* Dopo che sono stata contattata definiamo un breve colloquio per capire se e come posso rispondere alla richiesta.
* Fissiamo un incontro dove i genitori mi spiegano più in dettaglio quali sono le difficoltà.
* Chiedo (se sono d’accordo e è possibile) di fare brevi video dei momenti più critici e annotare cosa succede.
* Faccio un’osservazione di persona delle dinamiche relazionali.

A questo punto ho diversi elementi che mi aiutano a capire meglio e posso fissare un ulteriore incontro di restituzione in cui possiamo definire insieme gli OBIETTIVI che ci poniamo.

10/11/2022

Ricordo molto bene questo commento alla verifica di unə bambinə della primaria.
Era andata decisamente male e la maestra non sapeva cosa scrivere.

Io ero una giovane educatrice e lei un’insegnante con esperienza di grande cuore e intelligenza. Voleva sapere io cos’avrei scritto. È stata la prima volta in cui abbiamo parlato del concetto di privilegio.

La sera mi manda quest’immagine, il messaggio diceva più o meno così.
“Cosa ne pensi? Ho provato a scrivere ma ho fatto un pasticcio di taglia e incolla”
Qui non si vede bene ma il commento iniziale era stato scritto sul foglio della verifica, poi ritagliato perché non era abbastanza incoraggiante. Il commento finale quindi è sulla pagina di quaderno dove è stata incollata la prova.

Voi lo vedete tutto quello che c’è dietro?
I dubbi di una maestra che cerca di fare la cosa migliore anche se è difficile cambiare punto di vista, non cadere in un facile giudizio ma capire le difficoltà e incoraggiare davvero.

Questə bambino non aveva studiato per niente ma perché non l’aveva fatto, possiamo attribuirgli tutta la responsabilità?
E l’obiettivo vero al commento non è forse aiutarlo a migliorare? Con il giudizio oggettivo sulla prestazione l’avrebbe davvero fatto?
Io non credo.

05/11/2022

Mare.

Photos from Braghette Pedagogia e Apprendimento's post 25/10/2022

Non esiste un giusto per tuttə, esiste sempre un “dipende”.

Guardando queste scritte io ci vedo tutta la potenzialità di uno strumento compensativo adatto.
Quelle righe colorate indicano chiaramente lo spazio, non chiaramente per tuttə, ma di sicuro per questə bambinə.

Non ho avuto bisogno di spiegare che doveva scrivere lì e probabilmente in questo caso non sarebbe stato compreso perché questə bambinə ha un funzionamento differente.
Il risultato ottenuto è però stato fantastico.
⭐️ La grafia si è rimpicciolita
⭐️ Le lettere si sono “raddrizzate”
⭐️ Sono scritte in modo più chiaro

Questa è stata la PRIMA PRESENTAZIONE! Cioè la prima volta che provava a scrivere con le righe colorate.
Ora che abbiamo visto che funziona useremo i quaderni appositi.

E gli spazi? La correttezza delle parole?
Un obiettivo alla volta.

09/06/2022

Scuola finita • Diapositiva di affetto e gratitudine da chi ha imparato a camminare da solə.
Quello che ritorna è sempre molto di più di quello che mi aspetto.

E poi un disegno pop up non l’avevo mai ricevuto.

09/06/2022

Scuola finita • Diapositiva di affetto e gratitudine da chi ha imparato a camminare da solə.
Quello che mi ritorna è sempre molto di più di quello che mi aspetto.

E poi un disegno pop up non l’avevo mai ricevuto ❤️

Photos from Braghette Pedagogia e Apprendimento's post 09/05/2022

Nel 1962 Gianni Rodari aveva capito già tutto.

Non importa se torni a casa senza braccio, naso, orecchio; se ti chiedo:
“Sono stato bravo bravo mamma?”
La risposta è sempre:
“Sì Giovanni, sei stato proprio bravo”

03/05/2022

La rabbia - racconto di ieri

Arrivo a casa di unə bambinə, 9 anni, mentre mi aspetta gioca con la Nintendo. Un adulto lə chiede di spegnere: lə bambinə non vuole, si arrabbia, piange, alza la voce, ha un atteggiamento provocatorio e usa parole offensive.

Ora, non analizzerò le cause di questo comportamento, cosa si sarebbe potuto cambiare per evitare che ci fosse una manifestazione così forte. Quando sono arrivata era già tutto successo, io potevo fare qualcosa solo dopo.

Però per evitare comportamenti dirompenti e in generale inadeguati dobbiamo lavorare sugli antecedenti e creare un contesto condiviso di buone pratiche educative.

In quel momento la priorità era DISINNESCARE il comportamento.

Capiamo bene però, non vogliamo sopprimere l’emozione, provare rabbia è un DIRITTO! Ma modellare le manifestazioni comportamentali.

Spesso tante parole non servono, se proviamo ad avvicinarci fisicamente siamo respinti e mantenere un atteggiamento duro non funziona.

Allora cosa facciamo?

Fermiamoci, proviamo a capire senza giudicare, non diciamo niente, restiamo abbastanza vicino da passare il messaggio che “siamo lì” lasciando spazio.

Quando l’emozione sarà diventata meno intensa ci sarà modo di parlare di quello che è successo, le emozioni provate e il comportamento che abbiamo avuto. È il momento di pensare a cosa fare la prossima volta, a quale comportamento sarebbe più giusto per me e per gli altri.

Quellə bambinə in quel momento aveva bisogno di questo, ma non è una ricetta che va bene per tutti, spesso per capire cosa è meglio fare si va per tentativi ed errori.

Io ho iniziato a leggere un libro che ho trovato sul tavolo e lə bambinə dopo un po’ di tempo in cui ha girato per la stanza ha preso un libro e si è sedutə. Ha iniziato a leggere e si è tranquillizzata.
Certo, noi avevamo tutto il nostro programma, ma questa era la priorità.

28/04/2022

Udienze in prima e non solo (riflessione polemica)

Lavoro spesso con bambinз e ragazzз con disturbi specifici dell’apprendimento e so quanto sia fondamentale l’individuazione precoce dei soggetti a rischio.

MA negli screen scolastici qualcosa non va.

Siamo tutti d’accordo che queste prove devono avere una visione più lungimirante? Devono guardare alla soluzione e non al problema? (anche se in questo caso non possiamo parlare proprio di soluzione, ma per capirci).

Facciamo un passo indietro.

• Perché facciamo gli screening a scuola?
Per individuare difficoltà di apprendimento che sono a rischio di disturbo specifico.
• E se vengono evidenziate in unə bambinə cosa facciamo?
Lo comunichiamo alla famiglia a udienze. (MA POI????)
• E le tempistiche?
I bambinз di prima fanno queste prove di solito a gennaio e a maggio, è evidente che una comunicazione durante le udienze di aprile rispetto alle prove fatte a gennaio non è l’ideale.
• Ma l’OBIETTIVO reale qual’è?
Dopo aver individuato le difficoltà bisogna POTENZIARE!!! Fare cioè un recupero delle competenze che risultano difficili.

Questo compito spetterebbe alle scuole ma sappiamo che ad oggi non ci sono gli strumenti per fare un lavoro di questo tipo.
La soluzione però non può essere solo comunicare alla famiglia le difficoltà (dovremmo poi capire meglio in che modo viene fatto). Cosa dovrebbero fare dei genitori con un’informazione di questo tipo?
Non sono di certo esperti di apprendimento.

Io non ho una soluzione ma so che le difficoltà vanno osservate nella loro cornice più ampia e affrontate in modo costruttivo. Dovremmo fare attenzione alle parole che usiamo e a come quello che diciamo impatterà sulla persona che abbiamo di fronte. Forse basterebbe.

06/04/2022

Sono felice nel mio nuovo posto, con la mia nuova amaca, con il mio nuovo presunto pollice verde, le mie [relativamente nuove] persone, che fanno i miei giorni, il mio cuore.

Sono felice perché questo lavoro mi rende felice e mi da la possibilità di scegliere. Non senza preoccupazioni, ma vedo la strada.

Non ho ancora avuto il coraggio di saltare con tutti e due i piedi, uno è ancora fra distese di campi e colline e non so quando lo farò. Ma questa scelta può attendere.

Ph

Photos from Braghette Pedagogia e Apprendimento's post 05/04/2022

Uno strumento prezioso, per capirci un po’ di più.

Approfondimenti operativi nel prossimo post.

04/04/2022

Dobbiamo imparare le doppie.

“Preferisci fare un gioco o studiare sul quaderno?”
Pensavo che la risposta fosse scontata, invece:
“Sul quaderno“
“Sei sicura, non vorresti provare questo gioco?“
“No perché con il gioco imparo di meno”

Davvero abbiamo insegnato a questi bambini che per imparare non ci si può divertire, che gioco e apprendimento non possono stare insieme?
Eppure lo sappiamo che funziona esattamente al contrario.

C’è bisogno di una rivoluzione, lenta e inarrestabile che parta da noi, che formi e informi, che trasformi l’apprendimento in un processo interattivo, una meravigliosa scoperta dove i bambini sono al centro, il punto da cui partire.

È già iniziata, io l’ho vista.

31/03/2022

Giorni di ordinario potenziamento.
Quando dopo i protocolli devi inventarti cento e uno attività diverse per consolidare l’apprendimento della stessa abilità.

E i materiali, santi materiali! Quelli che per costruirli usi anche il tempo in cui cuoce la pasta, ma quando è ora di usali non ne hai mai abbastanza.

Photos from Braghette Pedagogia e Apprendimento's post 21/03/2022

I dettati sono un metodo di valutazione nei primi anni della scuola primaria e vediamo spesso i quaderni affollati di correzioni in rosso. Ma a quali errori dovremmo fare davvero attenzione?

09/02/2022

Ecco no.

Sicuramente no, assolutamente no.

Mi ci sono voluti un po’ di giorni per elaborare un pensiero che non rispondesse direttamente alle emozioni, dopo che un’insegnante mi ha detto questa frase. (Ci aveva anche tenuto a precisarmi qualche minuto prima che anche lei è una pedagogista). La verità è che mi ha turbata, che lo pensasse e lo dicesse in un contesto formale e professionale.

Certo, alle punizioni siamo sopravvissuti e può essere che, ad un occhio esterno, non abbia precluso l’essere persone “riuscite”, ma le conseguenze di uno schiaffo sono molto più profonde. Non elencherò tutte le implicazioni possibili perché non basterebbe lo spazio del post e dei commenti (infiniti).
Non posso però fare a meno di pensare che un modello che legittima il pensiero “uno schiaffo non fa male a nessuno” si sentirà autorizzato ad avere un atteggiamento punitivo e mortificante. Quello che è peggio è che probabilmente non se ne accorgerà neanche.

Il retaggio culturale delle generazioni passate è evidente e riesco a capirlo e contestualizzarlo, ma non qui.
Non possiamo permetterci che un contesto educativo non discrimini quello che è sicuramente dannoso da quello che non lo è.

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Dal 2013 mi occupo di educazione di minori, anziani, bambini e adulti con disabilità.